L’inchiesta: Il caso FORTI – 199115

Oltre il ragionevole dubbio... “AIUTATEMI SONO INNOCENTE" È l’appello lanciato, da Chico Forti dopo la sentenza che lo ha condannato all’ergastolo.

“AIUTATEMI SONO INNOCENTE"
È l’appello lanciato, da Chico Forti dopo la sentenza che lo ha condannato all’ergastolo.

chico forti

Questa é la storia di Enrico (Chico) Forti di Trento rinchiuso in carcere a vita negli Stati Uniti, per un delitto consumato a Miami. Questo dossier è stato realizzato da un gruppo di lavoro, analizzando i report originali del processo con le valutazioni di esperti fra cui i nuovi avvocati americani che hanno operato per la ricostruzione oggettiva dei fatti contestandone le fasi salienti del processo per il quale è stata richiesta la revisione.
Ventotto mesi sono stati impiegati dal pubblico ministero Reid Rubin per sviluppare la sua istruttoria, dal 15 febbraio 1998 al 25 maggio 2000, data d’inizio del processo. Un record di lentezza inusuale per la giustizia americana. Un ingente impiego di tempo e denaro per sviluppare e imbastire una teoria accusatoria basata solamente su indizi e prove circostanziali discutibili o addirittura inesistenti.

Oltre il ragionevole dubbio…

 

 

 

 

La storia di Enrico Forti…
In carcere a vita negli USA dopo
un ingiusto processo senza uscita

 

"Non si afferma di non avere visto qualcuno che invece si è visto,
se non perché si ha la coscienza
che quell'uomo non sarà mai più
visto da nessun altro
". (!)

"Lo Stato non deve provare che egli sia l'assassino
al fine di dimostrare che sia lui il colpevole…". (!)

(Dalla requisitoria del pubblico ministero all'esito del processo contro Enrico Forti per l'omicidio di Dale Pike.)

La Corte non ha le prove
che lei sig. Forti abbia premuto materialmente il grilletto,
ma ho la sensazione,
al di là di ogni dubbio,
che lei sia stato l'istigatore del delitto.
I suoi complici non sono stati trovati
ma lo saranno un giorno e seguiranno il suo destino.
Portate quest'uomo al penitenziario di Stato.
Lo condanno all'ergastolo senza condizionale!
”. (!)

Frase citata dalla giudice Victoria Platzer  in chiusura del processo a Enrico Forti.

Enrico (Chico) Forti, l'italiano che, tre mesi prima di essere arrestato per truffa,  ha messo in dubbio la versione ufficiale del caso di Gianni Versace e del suicidio di Andrew Cunanan con uno speciale TV trasmesso in Europa.
Chico Forti prosciolto dall'accusa di truffa ai danni del proprietario dell'hotel Pike di Ibiza è stato successivamente processato e condannato per assassinio.

Da oltre dieci anni Enrico Forti, detto “Chico”, è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza nelle paludi delle Everglades. a Miami.

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E' una missione impossibile la riapertura del caso Forti per essere giudicato con l'istituzione di un nuovo processo negli Stati Uniti. Nessuna prova oggettiva a supporto dell'accusa di essere esecutore o mandante dell'omicidio di Dale Pike, australiano in viaggio a Miami.
La mia corte non avrebbe mai preso in considerazione una condanna all'ergastolo in questo caso, perche' i fatti a me presentati e la bugia come quella che ha detto Chico Forti non sono sufficienti per giustificare un verdetto così severo" – ha dichiarato un giudice di Miami, John Gale.
Forti dubbi emergono anche dall'analisi del processo condotta da un magistrato italiano, Lorenzo Matass, che ha pubblicato un libro mettendo sotto accusa la giustizia americana che a Miami, nel processo Forti, ha ripetutamente violato le principali regole che garantiscono la difesa di un imputato. Il libro, tratto dall'inchiesta di Albaria, è stato pubblicato nel mese di gennaio 2007 senza che venissero inserite fondamentali argomentazioni tratte dai documenti originali prodotti dall'accusa e stranamente non utilizzati dalla difesa. Ingannevole il titolo del libro "Tra il dubbio e l'inganno – da Versace al caso Forti una doppia trappola mortale" che è stato pubblicato con delle inesattezze che pregiudicano la realtà dei fatti.
"Lo Stato non deve provare che egli sia l'assassino al fine di dimostrare che sia lui il colpevole…" queste le testuali parole del pubblico accusatore Reid Rubin durante la requisitoria finale del processo tenutosi a Miami (Florida), mettendo in dubbio il principio della giustizia americana per la quale un individuo viene considerato innocente sino a quando non viene dimostrata la sua colpevolezza con delle prove. Nel caso di Forti nessuna prova è stata prodotta e la sua condanna è stata determinata da sensazioni stimolate dalla strategia della arringa finale del pubblico accusatore, il quale grazie alla debole ed inconsistente difesa ha abilmente presentato alla giuria come elementi di colpevolezza dei semplici indizi, condizionandola nel suo verdetto.

 

IN SINTESI:

I PUNTI CHIAVE

 

Nell’estate del '97 Enrico Forti e' al centro delle cronache mondiali per cercare alcune verità sull'omicidio Gianni Versace, ed essere riuscito ad acquistare i diritti e la casa galleggiante dove era stato trovato suicida il presunto assassino dello stilista italiano, il serial killer Andrew Cunanan.
Due personaggi gia' noti alla polizia tedesca e di Miami, Thomas knott, ed il connazionale Sigfried Axtmann, stimolo la curiosità dell'italiano e permettono a Forti di accedere a delle informazioni per uno scoop giornalistico di quelli che non gradisce chi è messo sotto accusa.

Il poliziotto Gary Schiaffo, ispettore capo di Miami incaricato del caso Cunanan/Versace e responsabile della casa galleggiante, Incontra Forti interessato a girare un film sulla morte dello stilista e ad aprire un museo sul celebre italiano scomparso nella casa che aveva acquistato. Il poliziotto Gary Schiaffo era in procinto di pensionamento.

Il progetto di Forti va in parte a picco, insiame alla casa galleggiante. Che dopo essere misteriosamente affondata per metà, viene demolita dall'Autorità Pubblica di Miami perchè ritenuta un pericolo per la navigazione…

Enrico Forti, che fra i suoi lavori annoverava la produzione di filmati di sport estremi, riesce comunque a realizzare un video con il quale si mette in dubbio la versione ufficiale sull'omicidio di Gianni Versace ed il suicidio di Andrew Cunanan.
Questo speciale filmato "Il Sorriso Della Medusa" che mette sotto accusa la Polizia di Miami, viene realizzato con delle esclusive informazioni del poliziotto Gary Schiaffo.

L'accordo tra Forti ed il poliziotto, in procinto di prepensionamento, prevedeva una collaborazione finalizzata a fornire tutte le informazioni del caso comprese alcune foto esclusive del corpo di Cunanan al momento del ritrovamento del cadavere nella casa galleggiante da parte della Polizia di Miami.
Le foto non saranno mai consegnate a Forti dal poliziotto Gary Schiaffo inserita nello speciale televisivo sul caso Versace/Cunanan. Il tedesco Thomas Knott era presente con l'operatore al momento della registrazione dell'intervista.

Lo speciale TV sulla morte di Versace contenente il dubbio sul suicidio di Cunanan, presunto assassino dello stilista italiano, viene trasmesso in Francia ed in Italia su Rai3 tre mesi prima che Forti venga accusato per l'omicidio di Dale Pike, un australiano al quale pochi giorni prima era stato rilasciato un passaporto inglese.

Il tedesco Thomas Knott ed Enrico Forti verranno indagati per l'omicidio di Dale Pike e per truffa ai danni del padre della vittima, Antony Pike che si era dichiarato unico proprietario di un hotel ad Ibiza.

Enrico Forti verrà prosciolto dall'accusa per truffa. Il tedesco Thomas Knott verrà condannato per truffa ai danni del padre della vittima.
A seguito del patteggiamento del tedesco Thomas Knott, Enrico Forti verrà prosciolto dall'accusa per truffa ed accusato di omicidio essendo il tedesco ed a seguito del patteggiamento del tedesco Thomas Knott
ENRICO FORTI VERRA' PROSCIOLTO DALl'ACCUSA PER TRUFFA VENENDO TOTALMENTE A CADERE IL MOVENTE DEL DELITTO.
NEL PROCESSO PER TRUFFA AI DANNI DELLA VITTIMA

Antony Pike, "ingannevole" proprietario del Pike's Hotel di Ibiza, sull'orlo del fallimento viene invitato a Miami a Williams Island per cercare potenziali "acquirenti" dell'hotel. Ospite del tedesco Thomas Knott che aveva trovato residenza facendosi accettare come maestro di tennis dell'esclusivo club della nota località.

Antony Pike, alla ricerca di liquidità a causa dell'hotel in declino, dichiarerà più volte quanto verrà accertato dagli inquirenti: di voler vendere un "elefante bianco" (l'hotel Pikes di Ibiza). In realtà Antony Pike bleffava sulla vendita del "suo" hotel al fine di poter ottenere quella liquidità necessaria per sopperire alle sempre più pressanti richieste delle banche, sembra che avesse l'interesse a che le sue carte di credito venissero utilizzasse in maniera fraudolenta dal tedesco Thomas Knott.

Enrico forti, che abitava a Williams Island, stesso complesso residenziale del tedesco, conosce Antony Pike in questa occasione: novembre 1997.
Enrico Forti viene coinvolto nelle trattative per l'acquisto dell'hotel da Antony Pike e Thomas Knott. In seguito Thomas Knott viene escluso dalla trattativa.

Dal riesame dei documenti prodotti dalla pubblica accusa emergerà che Enrico Forti era stato "ingannato" da parte di Antony Pike (padre della vittima), motivo principale per cui Enrico Forti sarà prosciolto dall'accusa per truffa venendo totalmente a cadere il movente del delitto.

Dal riesame dei documenti del processo emergerà che Enrico Forti era stato oggetto di "truffa" da parte di Antony Pike (padre della vittima) intento a vendere il "suo" albergo (l'elefante bianco) per problemi di liquidità.
Enrico Forti aveva regolarmente acquistato il 100% di una società che deteneva il 5% dell'hotel Pikes di Ibiza.

Domenica 15 febbraio 1998 Dale Pike, figlio di Antony, arriva a Miami dopo essere partito nello stesso giorno da Ibiza facendo scalo a Madrid e verrà prelevato da Enrico Forti alla sua uscita dell'area doganale dell'aeroporto di Miami. E' certo che Dale sarebbe dovuto partire ed arrivare a Miami insieme al padre.

Enrico Forti su richiesta di Antony Pike (anticipazioni in cash) aveva accettato di pagare il biglietto aereo di andata e ritorno per due, padre e figlio. All'ultimo momento Antony Pike (padre della vittima) cambia programma dicendo a Forti che partiva soltanto il figlio Dale e di andarlo a prendere in aeroporto.
Ma perchè il padre della vittima cambia programma all’ultimo minuto? In che data entrerà negli USA e da quale città entrerà in america?  

Secondo l’accusa, Dale Pike si sarebbe recato a Miami per trattare la vendita dell’hotel (l’elefante bianco) e recuperare il denaro che il tedesco Thomas Knott aveva prelevato con le carte di credito del padre Antony. Da molte circostanze non si può escludere che Antony Pike non fosse complice nel permettere al Tedesco di utilizzare illecitamente le carte di credito e quindi di essere complice. E’ certo che sapeva ma non aveva fatto nulla per impedire l’operazione fraudolenta.

Dale Pike viene prelevato da Forti all’uscita dela porta doganale dell’aeroporto di Miami. Il suo cadavere viene ritrovato l’indomani 16 febbraio, in una spiaggia della città.

Mercoledì 18 febbraio Forti, giunto a New York per incontrare Antony Pike apprende della morte di Dale da un'amica del padre della vittima la quale gli comunica Antony Pike era dovuto partire per Miami avendo ricevuto la notizia della morte del figlio Dale.
Riferisce al Forti di mettersi in contatto con il dipartimento di Polizia di Miami. (da questo momento Forti era già indagato insieme a Thomas Knott).
Forti rientra a Miami e contatta il poliziotto “amico” Gary Schiaffo che gli dice di recarsi senza avvocato alla polizia per un in contro informale.

Forti viene interrogato dai detective, Gonzales e Carter.

AL FORTI NON VENGONO LETTI I SUOI DIRITTI (TRA QUESTI QUELLO DI AVVALERSI DI UN AVVOCATO DI FIDUCIA E DELLA FACOLTA' DI NON RISPONDERE) E CADE NELLA TRAPPOLA TESAGLI DALLA POLIZIA.
GLI AGENTI DELLA POLIZIA DI MIAMI, DURANTE L'INTERROGATORIO, INDUCONO IL FORTI A RITENERE CHE ANCHE IL PADRE DI DALE, ANTHONY PIKE E' STATO UCCISO A NEW YORK IN CIRCOSTANZE DI TEMPO E DI LUOGO IN CUI FORTI ERA SIA A MIAMI CHE A NEW YORK.

PER DIFENDERSI DAI POLIZIOTTI, IL FORTI NEGA OGNI SUO CONTATTO CON LA VITTIMA, RITRATTANDO SUCCESSIVAMENTE SU QUANTO LA POLIZIA GIA' CONOSCEVA.

Il poliziotto “amico” Gary Schiaffo, poliziotto entrato in pensione, viene assunto dall’ufficio dello State Attorney diretto collaboratore del prosecutor Reid Rubin, pubblico accusatore nel processo per il caso Forti.

UNA "AMICIZIA" (QUELLA CON IL POLIZIOTTO E QUELLA CON IL TEDESCO THOMAS KNOTT) UNA SERIE DI CIRCOSTANZE ED UNA BUGIA CHE GLI COSTERANNO MOLTO CARE…

IL TEDESCO THOMAS KNOTT VIENE CONDANNATO DALLA CORTE DELLA FLORIDA PER TRUFFA AI DANNI DELL'INGLESE ANTHONY PIKE NONCHE' PER IL POSSESSO DI UN'ARMA DA SPARO (MAI RITROVATA) DELLO STESSO CALIBRO DI QUELLA CON CUI ERA STATO UCCISO DALE PIKE…
ENRICO FORTI VERRA' PROSCIOLTO DALL'ACCUSA PER TRUFFA.

THOMAS KNOTT PATTEGGERA' LA PENA RILASCIANDO DICHIARAZIONI NON SUPPORTATE DA PROVE OGGETTIVE CHE PORTERANNO AL PROCESSO CHICO FORTI PER OMICIDIO.

ENTRAMBI VERRANNO SOTTOPOSTI AL TEST DELLA MACCHINA DELLA VERITA'.
ENRICO FORTI SUPERERA' IL TEST DELLA MACCHINA DELLA VERITA' E QUELLO DEL DNA.
LE RISPOSTE DI THOMAS KNOTT NON SARANNO RESE NOTE POICHE’ – TOP SECRET

IL 15 giugno 2000, il verdetto. la giuria dichiara Enrico forti colpevole. e lo condanna all’ergastolo per omicidio di primo grado DOPO UN PROCESSO SOMMARIO BASATO SU UNA SERIE DI CIRCOSTANZE, DUBBI E LA TOTALE ASSENZA DI PROVE. La forza della arringa finale del pubblico accusatore, che abilmente E' riuscito a nascondere alcune prove e a presentare come elementi di colpevolezza dei semplici indizi, ha condizionato con le sue SENSAZIONI la Giuria nel suo verdetto.

La difesa che ha ottenuto dal Giudice nelle fasi più salienti “opposizione accolta” si è stranamente limitata a non ribattere dichiarando che sarebbero stati argomenti per trattare eventualmente in appello. (gli avvocati, non essendoci prove oggettive erano sicuri che Forti non venisse dichiarato colpevole)



DOCUMENTARIO andato in onda su RAI3 il 25 settembre 1997, realizzato da Chico Forti tre mesi prima di essere arrestato. Tale video mette in dubbio la versione ufficiale sull'omicidio di Gianni Versace ed il suicidio di Andrew Cunanan. METTE SOTTO ACCUSA LA POLIZIA DI MIAMI

 VIDEO   
(4Mb) (parziale – Polizia di Miami sotto accusa)

Italiano –   English

Trasmissione televisiva di Chico Forti andata in onda il 29 settembre 1997


 VIDEO  (28Mb) INTEGRALE   Italiano

 VIDEO  (28Mb) INTEGRALE   English


Trasmissione televisiva di Chico Forti andata in onda il 25 settembre 1997

Racconti, testimonianze, interviste, analisi del caso FORTI di: Vincenzo Baglione, Alessandro Costanzo, Fabrizio Dalle Nogare, Roberto Fodde, Dina Lauricella, Wilma Lavorgna, Lorenzo Matassa, Federica Manzo.

 

STORICO

SBOBINAMENTO Testo dei VIDEO REALIZZATI
Video Rai3 – Tg3b – Il sorriso della Medusa – L'omicidio di Gianni Versace andato in onda il 25 settembre 1997
Video Rai 3: – Primo Piano Il caso Forti del 28 febbraio 2001


Video Italia Uno: prima parte – Il Caso Versace
Video Italia Uno: seconda parte – Giallo 1 dal caso Versace a quello di Forti del 7 dicembre 2004 


ESLUSIVO L'intervista dal carcere di Miami del 2004: Estrapolazione fedele del girato video


ALTRI LINK:
Notizie diffuse ai media su Enrico Forti alcune delle quali non rispecchiano i fatti accertati

Rai Radio 1 – Radio Anch'io – File audio, a cura di Andrea Vianello, interviste fra cui quella di un giudice americano che ammette che il processo e' stato sommario…

ATTI DI CONTROLLO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – (Pag. 32029)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

 

 

 

 

 


Inserito da Redazione 15 aprile 2011
Albaria Prima Pagina è una pubblicazione, edita da Albaria A.S.D., iscritta il 26/03/1983 al n. 10 del registro della stampa presso il Tribunale di Palermo. E-mail albariapress@albaria.com


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