MONDELLO: “APPROFITTATORI DEL BENE PUBBLICO” A PALERMO

LA SOCIETA' SICILIANA ITALO-BELGA HA CHIESTO UN RISARCIMENTO DI OLTRE 500 MILA EURO ALL'ENTE PUBBLICO PER IL MANCATO UTILIZZO DI 100 METRI DI SPIAGGIA PER 6 GIORNI.

Dal Comunicato Stampa del 14 giugno 2012
aggiustamenti editoriali – 30 novembre 2012 – (Rinuncia incarico Avv. Pitruzzella, link)

La società Mondello Immobiliare italo-belga s.a. che gestisce il piu' grosso stabilimento balneare di Palermo, ricorre al T.A.R. Sicilia contro l'Assessorato Territorio ed Ambiente che ha disposto, per motivi di pubblico interesse l'utilizzo per pochi giorni di una piccola area rispetto ai circa 1.500 metri lineari di spiaggia in concessione. Quest'ultima rilasciata dalla stessa Regione Siciliana alla società privata a fonte di un canone annuo di 40.000 che comprende la costruzione sul mare conosciuta come “Charleston” ed altri manufatti. Ma non finisce qui. La stessa società, amministrata da Gianni Castrellucci, utilizza gratuitamente il marciapiede confinante con la sabbia ed i vari manufatti esistenti lungo Viale Regina Elena con attività lucrative sfruttando il provvedimento di un'altro Ente Pubblico –  "autorizzazione" rilasciata nel 1963 dalla Giunta di Vito Ciancimino.

Nella foto in alto l'area (100 metri lineari), liberata da accessi ed ingressi, oggetto del ricorso. Sotto una panoramica di una parte dello stabilimento balneare della Società Italo-belga che si estende per circa 1500 metri e per l'intera area la predetta società versa un canone annuo, alla Regione Siciliana, di circa 40-mila euro che include anche la costruzione sul mare "Charleston" e gratuitamente gran parte del marciapiede di Viale Regina Elena e strutture di vario genere per attività lucrative interpretando una "autorizzazione" del Comune di Palermo (Link: deliberazione n.701 del 26 marzo 1963) rilasciata ai tempi della giunta di Vito Ciancimino.

“Fatta salva la facoltà di ciascuno di volere difendere i propri diritti, reali o presunti, crediamo che stavolta si sia davvero superato il limite”.
Così Vincenzo Pottino, presidente dell’Albaria, commenta il ricorso al Tar presentato da Gianni Castellucci. L’amministratore della Società Mondello Immobilare Italo-belga assistita dai suoi legali (Floridia, Comandè) ha chiesto l’annullamento dell’autorizzazione con cui l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente ha concesso all’associazione sportiva Albaria la possibilità di utilizzare cento metri di spiaggia per lo svolgimento del World Festival On The Beach, manifestazione di pubblico interesse che ormai da 27 anni contribuisce a divulgare nel mondo le immagini del golfo di Mondello. Non solo, si apprende che la Immobiliare Italo-Belga abbia chiesto alla Regione Siciliana oltre 500 mila euro a titolo di risarcimento per un presunto danno subito. Senza scendere nel dettaglio ci pare opportuno ricordare che la “Italo Belga” è assegnataria di oltre un chilometro della spiaggia di Mondello, grazie alla concessione rilasciata proprio dallo stesso Ente pubblico “Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente”, e per la quale versa un canone annuale che non supera i 40.000 euro. Cifra che include l’utilizzo della spiaggia con la costruzione sul mare conosciuta come “Charleston” oltre ad utilizzare GRATUITAMENTE gran parte del marciapiede di Viale Regina Elena con chioschetti a “supporto dello stabilimento balneare” con attività lucrative di vario genere, grazie ad una "autorizzazione" (
Link: deliberazione n.701 del 26 marzo 1963) del Comune di Palermo rilasciata ai tempi della giunta di Vito Ciancimino.
“Di fronte a questi numeri – aggiunge Vincenzo Baglione – restiamo sbigottiti di fronte alla richiesta di risarcimento danni per pochi metri di spiaggia che sono stati resi fruibili liberamente a tutti senza accessi ed ingrassi. Centro metri che, a fatica, sono diventate teatro di una manifestazione che, senza timore di smentita, hanno dato lustro a Mondello. Non ci resta che resistere davanti al Tribunale amministrativo anche nell’interesse della Regione Siciliana che auspichiamo possa agire con determinazione. Lo faremo per fare valere i nostri diritti, ma non possiamo che ribadire, lontano dalle aule di giustizia il senso di incredulità per questa azione sproporzionata nella sostanza e nella forma”.


Le due immagini ritraggono lo stesso posto in due diversi momenti.


Inserito da Redazione 14 giugno 2012
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