Mondello: L’ABBANDONO DEL LUNGOMARE UNA PASSEGGIATA SUL MARCIAPIEDE CHE CORRE LUNGO LA SPIAGGIA FRA MANUFATTI E SCRITTE MARMOREE “PROPRIETA’ PRIVATA Soc. Mondello”

Foto dossier lungomare Mondello pdf  Foto antiche lungomare Mondello pdf

DOSSIER  MONDELLO   http://www.albaria.it/affari_giuridici/31_01_2007_capitaneria_dossier.htm

Galleria Fotografica – alcune foto antiche su Mondello ALBUM  con piazza Valdesi a Mondello:  Una magnifica immagine ritrae il lungomare con la strada di Viale Regina Elena, la spiaggia e le aiuole della  “Grande Passeggiata Giardino”  (link) che univa Piazza Valdesi al Giardino Pubblico di Mondello davanti all’Antico Stabilimento  in muratura. La rotonda di Piazza Valdesi, con le stesse palme di oggi che ne segnano il tempo, con davanti “garitta del dazio” fra strada e marciapiede. Questa costruzione venne demolita e ricostruita nelle vicinanze (link – documento utile pdf ).

Mondello: L’ABBANDONO DEL LUNGOMARE
UNA PASSEGGIATA SUL MARCIAPIEDE CHE CORRE LUNGO LA SPIAGGIA FRA MANUFATTI E SCRITTE MARMOREE “PROPRIETA’ PRIVATA Soc. Mondello”

webcam.gif (2220 byte)Video – Mondello – gennaio 2007

Questo è quanto emerge da una semplice passeggiata lungo le aiuole fra l’arenile e la strada che costeggia il mare della borgata palermitana, dove scritte e cartelli “PROPRIETA’ PRIVATA SOC. MONDELLO” lungo il marciapiede di Viale Regina Elena e sulle palme di Piazza Valdesi ricordano a tutti che stanno passeggiando su marciapiedi e piazza privati.

Scritte "Proprietà Privata Soc. Mondello" sul marciapiede confinante con la sabbia a Mondello

La nostra passeggiata parte dal molo di Punta Celesi in corrispondenza dello storico Circolo Vela Sicilia. E l’inizio non si può certo definire promettente. Il punto di ormeggio, il “moletto”, è desolante ed estremamente pericoloso per chi vi cammina e per le imbarcazioni che vi ormeggiano. Già oggetto di accertamento della pericolosità da parte della Protezione Civile, il moletto è un’opera che denuncia la cronica mancanza di attenzione verso un bene demaniale con annesso scivolo che appartiene a tutti ed è invece spesso inaccessibile per la chiusura di un cancello fra il corpo centrale del Club Lauria ed un capannone di circa 20 metri per 10 costruito principalmente sulla spiaggia e sull’inizio del marciapiede. Una costruzione ben visibile sia dalla spiaggia che dalla strada, nonostante sia parzialmente coperta dalle piante.

Fabrizio Dalle Nogare, Alessandro Costanzo, Federica Manzo

Le scritte "Proprietà Privata Soc. Mondello" sulle palme a   Piazza Valdesi -

Il degrado del Molo di Punta Celesi - Mondello Il degrado del Molo di Punta Celesi - Mondello

La nostra passeggiata parte dal molo di Punta Celesi in corrispondenza dello storico Circolo Vela Sicilia. E l’inizio non si può certo definire promettente. Il punto di ormeggio, il “moletto”, è desolante ed estremamente pericoloso per chi vi cammina e per le imbarcazioni che vi ormeggiano. Già oggetto di accertamento della pericolosità da parte della Protezione Civile, il moletto è un’opera che denuncia la cronica mancanza di attenzione verso un bene demaniale con annesso scivolo che appartiene a tutti ed è invece spesso inaccessibile per la chiusura di un cancello fra il corpo centrale del Club Lauria ed un capannone di circa 20 metri per 10 costruito principalmente sulla spiaggia e sull’inizio del marciapiede. Una costruzione ben visibile sia dalla spiaggia che dalla strada, nonostante sia parzialmente coperta dalle piante.

Proseguiamo camminando nel tratto confinante con la spiaggia. Il sedime stradale carente di aiuole e marciapiedi, trasformati in grande parte di basolato in cemento, è utilizzato nel periodo estivo per l’armamento delle strutture balneari dell’esercito e della guardia di Finanza. Sul litorale che costeggia la sabbia, tratto appartenente al demanio marittimo, invece, come vedremo, campeggiano diverse targhe che riportano l’indicazione “PROPRIETA’ PRIVATA SOCIETA’ MONDELLO”.

Lungo l’itinerario della nostra passeggiata incontriamo un manufatto adiacente il varco pubblico per le attività removeliche confinante con gli otto metri di larghezza di concessione del Club Albaria. A seguire il secondo accesso libero per il mare (uno dei varchi che dovrebbero garantire il libero accesso in spiaggia ogni 100 metri) .

Manufatto cementizio con strutture in ferro sul suolo demaniale marittimo a Mondello Manufatto cementizio con strutture in ferro sul suolo demaniale marittimo a Mondello

Comincia la larghezza normale del “sedime” di viale Regina Elena con marciapiedi sconnessi, aiuole e passeggiata che confina con l’inizio dell’arenile.
Proseguendo verso Mondello paese, in corrispondenza di piazza Valdesi si notano delle targhe affisse sulle palme e altre marmoree che ricordano a tutti i cittadini che stanno passeggiando in area privata.

Proprio prima di Piazza Valdesi verso il mare, c’è un altro manufatto coperto dalle piante, che sul retro appare in tutta la sua estensione di oltre 20 metri. Non si può fare a meno di notare la differenza di stile tra le ville Liberty e il predetto casolare dall’aspetto diroccato, posto sul tratto di marciapiede adiacente alla spiaggia. Colpiti da questo evidente contrasto, proseguiamo la passeggiata e dopo nemmeno 100 metri ci imbattiamo, sempre lungo il marciapiede, nel secondo manufatto, costituito da basi in cemento per le docce. Camminando ancora appaiono altre costruzioni precarie e diverse scritte marmoree collocate sul marciapiede a 50 centimetri dal confine della sabbia.

Ancora pochi metri e questa volta la costruzione che incontra il nostro cammino invade per metà direttamente la sabbia dal momento che poggia le sue fondamenta sul basamento in cemento costruito verso il mare. Dopo una ventina di metri, ecco un’altra costruzione di aspetto e struttura identica alle due precedenti. Passando accanto alle piattaforme di cemento sulle quali in estate sono collocate le docce (ce n’è tante lungo il percorso), incontriamo l’ennesima costruzione. Questa volta, però, si tratta di un edificio che poggia direttamente sulla sabbia. La porta d’accesso è posta di fronte alla sede stradale e, appena sopra, una scritta riporta la dicitura “S.A. Mondello Ufficio Informazioni”. Lo stile dell’edificio è certamente diverso rispetto agli altri casolari finora incontrati, sebbene le immancabili scritte fatte con lo spray ne rovinino l’aspetto. Dall’altra parte della strada, una splendida villa Liberty ospita il commissariato di polizia di Mondello.

Continuando la passeggiata, passiamo accanto ad un altro casotto dalle cui grate è visibile il degrado dei servizi igienici. Poco più avanti, incontriamo un altro casolare, di colore giallo, all’apparenza un deposito, con il tetto spiovente. Tra la strada e la costruzione c’è una panchina, una delle tante che furono installate sul lungomare di Mondello. Proviamo a sederci sulla panchina e scopriamo che non è possibile vedere il mare, poiché il manufatto, evidentemente costruito successivamente ne impedisce la vista. Da un’altra panchina vediamo il retro di un ennesimo casotto, parzialmente coperto dalle piante.


Ieri

Oggi

Ancora 10 metri e la vista del mare è oscurata da un terzo manufatto, il secondo posto su una piattaforma di cemento collocata sulla spiaggia. Una parte dell’edificio si trova così nello spazio destinato al marciapiede, una parte invece si trova nello spazio destinato alla spiaggia. A poca distanza, oltrepassato un altro caseggiato utilizzato per i servizi, e prima di rivedere la cancellata in corrispondenza del celebre stabilimento, ecco una costruzione in concessione all’ENEL. Si tratta di un edificio di colore bianco, con le finestre verdi. Lo stile architettonico lo colloca abbastanza indietro nel tempo. Proprio da qui troviamo la cancellata che a differenza della rimanente parte della spiaggia non è stata mai modificata nè rimossa.

Essa delimita il tratto di spiaggia antistante la costruzione su palafitte dello stabilimento balneare che ospita sin dalla sua costruzione circa cinquecento cabine. Finita la spiaggia dello stabilimento, termina anche la cancellata, che con differente forma recinterà lo stabilimento balneare nel mese di giugno per poi essere tolta a settembre. Ci dirigiamo dunque verso piazza Mondello.

L’area fra il confine della spiaggia ed il marciapiede è decisamente più ampia. Dopo appena 15 metri troviamo un edificio che ricalca nello stile e nella conformazione quella sorta di antico “ufficio informazioni” incontrato in precedenza. Anche in questo caso, sul retro, c’è una panchina alla quale è stata tolta la vista del mare, a causa della presenza della costruzione. La nostra passeggiata sul marciapiede adiacente la spiaggia in direzione della piazza principale della borgata ci permette di incontrare gli ormai caratteristici “bagni”, e finalmente raggiungiamo quello che si può considerare il centro di Mondello. Finisce il tratto sabbioso, iniziano gli scogli, ma nel marciapiede oggi occupato da chioschetti e bancarelle improvvisate notiamo ancora le targhe con la scritta “PROPRIETA’ PRIVATA Soc. MONDELLO”, come a voler specificare che questo spettacolo paesaggistico di grande fascino, in fondo, non deve essere organizzato e curato per la collettività.
Gli ostacoli artificiali che hanno caratterizzato il nostro cammino sono soltanto alcuni dei simboli più evidenti delle contraddizioni di una borgata costantemente in bilico tra la bellezza della natura e la incrollabile voglia di prevaricazione dell’uomo. Un lungomare per il quale non si sono attenzionate le autorità preposte. Nessun progetto di riqualificazione è stato predisposto nonostante il sito fosse particolarmente adatto a disporre dei fondi della Comunità Europea. Paradosso Italiano. Paradosso siciliano.

Questa invece è Mondello vista dall’alto nel periodo estivo (foto del agosto 2006)
L’eccesso delle cabine cancella la sabbia e rende moltissimi cortili angusti e scarsamente fruibili soprattutto nelle giornate festive.


Inserito da Redazione 25 gennaio 2007
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