Quattro chiacchiere con Berry Donkersloot della classe Windsurfer Olanda

La completa rinascita negli ultimi decenni, dopo gli antichi splendori degli anni ‘80 ed esser passati da una crisi alla fine dei ‘90, di una classe rigenerata grazie alla nuova tavola Windsurfer LT, prodotta dalla Cobra International per diversi brand. Ne abbiamo parlato con l'appassioanto atleta olandese di casa in Italia.

di Matilde Geraci
Anche in Olanda, ormai, come già in Francia, in Finlandia e più di tutti in Italia, la classe Windsurfer si è rigenerata del tutto. E questo grazie soprattutto alla passione e all’impegno di chi negli anni ‘80 praticava il windsurf e ha saputo vederci lungo, nonostante un periodo di declino che questo sport ha vissuto tra la fine degli anni ‘90 e i primi 2000. Un gruppo di appassionati che ha creduto in un progetto, un’idea rivoluzionaria forse, ovvero quello di dare vita ad una nuova classe che consentisse di regatare su tavole più leggere e quindi più accessibili (la Windsurfer LT), e tornare a gareggiare e divertirsi come in quegli anni. Con le dovute differenze tra il nostro Paese e l’Olanda.

Ne abbiamo parlato con Berry Donkersloot, olandese di nascita ma ormai italiano a tutti gli effetti, del Circolo Nautico Loano ed uno dei fondatori della IWCA International Windsurfer Class Association.

“Negli anni ‘80 in Olanda era presente una grande classe, più o meno come in Italia e Francia. Erano gli anni d’oro del windsurf. Agli arbori le tavole venivano importate dagli Stati Uniti, ma subito dopo venivano prodotte sotto licenza Americana per il mercato Europeo dall’azienda Olandese Ten Cate, la quale grazie a una promozione altissima ha portato la vendita alle stelle. A quell’epoca la classe Windsurfer era una delle maggiori al mondo e praticamente ogni famiglia olandese possedeva una tavola”.

Poi la crisi del settore arriva anche lì. Vuoi per i costi, vuoi perché nel frattempo vanno diffondendosi altri sport acquatici, fra cui il Kite e il SUP. Tra il 2010 e il 2011 si assiste in Italia a una certa, seppur lenta, ripresa. Bisogna però arrivare al 2018 perché si adottasse la nuova tavola denominata Windsurfer LT, in affiancamento con la classica One Design in polietilene. “Qui in Italia abbiamo sempre gareggiato su un windsurf che veniva prodotto ultimamente in Australia. A un certo momento abbiamo sviluppato questa nuova tavola nata dalla collaborazione fra la classe Windsurfer e il maggiore produttore di tavole al mondo, cioè la Cobra, con la quale lavorava Riccardo Giordano. Comunque fondamentale per la riuscita del progetto sono state le classi Windsurfer: Italia, Australia e Giappone, insieme a quei soci regatanti che hanno acquistato la nuova tavola prima ancora che fosse costruita da Cobra. Infatti hanno potuto comprare una tavola a buon prezzo e regatare, finanziando così la rinascita della tavola longboard da regata con il marchio storico Windsurfer”.

Naturalmente, però, anche le buone idee vanno fatte conoscere, e non solo tra chi del windsurf ne ha fatto una propria filosofia di vita. “Per promuovere la nuova tavola abbiamo subito organizzato con in Circolo Surf Torbole sul Lago di Garda nel luglio del 2018 un Windsurfer World Trophy”. Una tre giorni di sport e divertimento, tra sfide agonistiche e amicizie ritrovate, che ha fatto riassaporare quell’aria che si respirava parecchi anni prima. Un mese prima del World Trophy, si sarebbero svolti nei weekend due (n.b. tre nell’arco dell’anno) Oude Deuren Cup. Si tratta di eventi su tavole vecchie degli anni ‘80. In quel periodo ce n’erano parecchi tutti a poca distanza uno dall’altro. Quando si è svolto il primo di questi eventi, era già giunta la voce del Windsurfer World Trophy e delle nuove tavole e in tanti, di loro iniziativa, hanno deciso di parteciparvi, tanto che poi al Lago di Garda eravamo 12 soltanto fra gli olandesi”.

È lì che è nata l’idea di fondare una classe Windsurfer tutta olandese. “Praticamente sono partiti pure loro nel 2018. E oggi, con la Francia, sono la classe più grande dopo l’Italia, con più di 100 regatanti. Come in Italia, organizzano circa 4-5 eventi nazionali, tra cui anche un campionato olandese, e poi partecipano a tutti gli eventi internazionali, come i campionati europei, a quelli mondiali e così via. Già nell’autunno 2019 hanno organizzato il Campionato Europeo avvalendosi degli esperti fratelli Ron e Stefan Van den Berg (quest’ultimo campione olimpico di windsurf a Los Angeles 1984), che ha consolidato molto la classe olandese”.

A sinistra Stefan Vanderberg sul Windglider Oro alle Olimpiadi di Los Angeles 1987. A destra il fratello Ron, al Club Albaria accanto a delle tavole Windsurfer LT/Naish.

Poi, come sappiamo, è arrivata la pandemia e, pur riuscendo a sopravvivere, non sono più riusciti a fare le regate. “Così, invece di organizzare le regate, hanno organizzato i tour non competitivi, che se vogliamo sono dei veri e propri ritrovi. Per esempio ci si ritrova nelle acque del  grande lago interno Ijsselmeer, e si va da una cittadina portuale all’altra, coprendo una distanza di 10 km di andata e 10 km di ritorno. Oppure hanno fatto un tour per i canali o, ultimo, quello di qualche settimana fa, tra i mulini a vento di Kinderdijk”.

L’Olanda è un paese dove lo sport della vela è molto diffuso e rappresenta una delle nazioni più forti al mondo nelle classi olimpiche in particolare nella specialità olimpica.

Uno spettacolo unico e suggestivo, un’occasione per divertirsi e stare insieme, ma anche da vivere in un’ottica più ampia. “Questi tour sono molto interessanti anche dal punto di vista promozionale della classe e in vista di eventi come per esempio la Oude Deuren Cup”.

Terminato lo stato d’emergenza causato dal Covid si può però finalmente tornare anche a gareggiare. “L’agenda della classe olandese è già piena di regate, la prima delle quali sarà il 24 aprile prossimo. Finalmente si riparte”.

Non ci sono però solo eventi da organizzare, tante sono infatti le manifestazioni alla quale la classe partecipa in qualità di attori. “Per esempio, un evento molto famoso in Olanda è il Giro di Texel. Un giro molto lungo, fatto su catamarani, dove bisogna stare parecchio attenti alle basse maree e alle alte maree. Stiamo cercando di vedere se è possibile partecipare con il Windsurfer LT. Stessa intenzione con il Giro delle 11 città, anche questa una gara molto famosa ma con i pattini su ghiaccio, che si faceva in Olanda nello scorso secolo quasi tutti gli inverni. Ormai quasi non si fa più, anche perché c’è molto meno freddo rispetto ai decenni passati, e allora si fa con la bicicletta, con la vela, e con altri mezzi, sempre facendo questo giro da 200 km suddiviso in 5 giorni, ogni giorno una tappa, dove si deve passare sotto i ponti, andare sui canali, sui laghi, un po’ dappertutto”.

Come già accennato, si tratta di eventi fondamentali soprattutto dal punto di vista promozionale della classe, “anche perché molti olandesi magari non sanno che la classe è rinata e sta crescendo e che ora c’è questa tavola più accessibile. Ogni occasione è buona per mettere in luce la classe e vedo come questo dà i suoi frutti: ogni mese arriva qualcuno di nuovo che vuole partecipare alle regate, perché le ha fatte negli anni ‘80, oppure ci sono i figli di regatanti che vogliono iniziare. Riscontriamo sempre più interesse, in particolare da parte dei giovanissimi”. 

“Sono davvero molto contento di come stanno andando le cose”, confida l’atleta tesserato con il Circolo Nautica Loano, con il cuore ormai da tempo nel nostro Paese (la moglie è italiana e i figli sono nati qui), ma con le radici ancora in Olanda. “Gli anni precedenti al 2018 si era già provato qualche volta a far scaturire l’interessare in qualcuno per poter far rinascere la classe anche in Olanda, ma non ci si era riusciti. Quando si vuole avviare un progetto, solo la passione purtroppo non basta. Poi per me era particolarmente difficile, perché sono distante. Vivendo qui in Italia posso seguire solo fino a un certo punto”.

Berry Donkersloot è uno dei ragazzi degli anni ‘80, che ha vissuto gli anni migliori delle regate. “Poi a un certo momento, verso il 2010/2011, ho voluto fare le regate in Italia, visto che già mi trovavo qui. Da allora partecipo tutti gli anni a un sacco di regate. Mi diverto, qualche volta va bene altre meno, ma alla fine ci sta pure quello, incontro un sacco di amici in giro per l’Italia. Sono più qui che in Olanda, dove in questi anni ho fatto magari 2/3 regate. La mia vita da windsurfer è ormai qua in Italia.

Quello che sto facendo per la Classe Olandese è rappresentarla presso la IWCA, International Windsurfer Class Association. La rappresentanza ufficiale della Classe presso World Sailing.

Così ho potuto per esempio analizzare e votare con gli altri rappresentanti le candidature per gli eventi importanti come i Campionati Europei in Francia dell’anno scorso e quelli in programmati in Spagna a fine giugno di quest’anno.

I campionati mondiali che saranno proprio a Mondello ad ottobre e quelli a Perth in Australia per il 2023. Aiutiamo le nuove Classi nazionali a partire come per esempio negli Stati Uniti dove stanno venendo fuori i primi tentativi per fondare la classe nazionale o a tornare a crescere come per esempio in Giappone e in Sud Africa.

Ho potuto dare il mio contributo quando la IWCA ha fissato le nuove regole della classe e ho potuto seguire da vicino quando si svolgeva la selezione della tavola ufficiale per le Olimpiadi di Parigi e la Windsurfer LT era uno dei contender. In quel caso non siamo stati scelti, ma abbiamo raggiunto il nostro scopo; la Classe Windsurfer c’è ed è una classe molto seria di cui bisogna tener conto dell’importanza che come nel passato continua ad avere per la promozione delle vela in generale.”

https://www.windsurferclass.nl/


Inserito da Redazione 22 Aprile 2022
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