La storia della pallavolo palermitana, raccontata in un libro di Vittorio Di Simone e Ario De Giovanni

La presentazione del libro, a villa Ciprì, ha visto la partecipazione sia di atleti che di semplici amatori di questo sport. Giovani e meno giovani, con la voglia di ricordare e conoscere una parte importante della storia sportiva della città di Palermo.

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La presentazione del libro, a villa Ciprì, ha visto la partecipazione sia di atleti che di semplici amatori di questo sport. Giovani e meno giovani, con la voglia di ricordare e conoscere una parte importante della storia sportiva di questa città.

Settant’anni di storia di Palermo. Perché lo sport è identità di un popolo, e memoria e identità, non possono prescindere l’una dall’altra.
“Una parabola aperta alla fantasia. La pallavolo in Palermo” è il titolo del libro di Vittorio Di Simone e Ario De Giovanni, edito dalla Polisportiva Futura, in cui gli autori hanno voluto raccontare, in un libro, la pallavolo palermitana, dal 1945 ad oggi, attraverso storie, avvenimenti e personaggi di una disciplina che ha segnato la vita sportiva e sociale della città dal dopoguerra ad oggi.
Di Simone e De Giovanni, cresciuti a pane e sport (il primo atleta, dirigente e organizzatore sportivo, già curatore di diverse pubblicazioni dedicate allo sport palermitano, il secondo pioniere della pallavolo palermitana, oggi Presidente della Futura Andros B-2 femminile), hanno portato a termine un lavoro minuzioso, di ricerca. Non si tratta dunque semplicemente di un volume che parla di questa straordinaria disciplina sportiva, ma che racconta aneddoti, la società. La vita. 500 pagine, oltre 200 fotografie, e poi, immancabili, le testimonianze, come quella di Fabio Rocca, noto pallavolista siciliano, che tra i suoi ricordi, non ha potuto che far riemergere quello del deragliamento del treno a Vibo Valentia. I giocatori palermitani, in trasferta, rimasero miracolosamente tutti illesi.
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Non è stata la semplice presentazione di un libro quindi, ma un momento di forte memoria, con un pizzico di malinconia. Vecchi amici e compagni che si sono ritrovati dopo tanti anni, giunti da tutte le parti d’Italia.
A presentare il libro è stato Rino Cacioppo, giornalista ed ex giocatore e allenatore di volley e Luciana Zarini, una delle bandiere della pallavolo palermitana, già capitano della Zagarella e della Cook o Matic.
C’era Benito Montesi storico responsabile del settore arbitri della Federazione, la professoressa Liliana Pizzo colonna della pallavolo siciliana, allenatrice dell’Alidea Catania vincitrice dello scudetto nella stagione 1979-80, Italo Rapisarda, storico tecnico catanese, una vita dedicata alla pallavolo soprattutto a livello giovanile e Linda Scalisi in rappresentanza dell'Albaria. 

Ex pallavolisti e “nuove leve”, insieme per rendere omaggio ad uno sport che lega le persone a doppio filo, un filo in cui si intrecciano storie e vissuti. Un libro per tutti, ma con una dedica particolare a coloro che gli autori amano definire gli immortali dello sport. Come Valentino Renda, scomparso lo scorso dicembre.
Un volume unico, che vuole lanciare un messaggio, affinché questo sport purtroppo spesso considerato “minore” dalle istituzioni, venga tenuto nella giusta considerazione e affinchè i più giovani soprattutto, ne portino alto il nome.


Inserito da Redazione 31 Marzo 2014
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