Vela: Nessuna sanzione dall’Isaf per l’esclusione degli Israeliani in Malesia

La World Sailing ha riscritto nuove regole per il futuro nel tentativo di evitare altri episodi di discriminazione come quello del Mondiale giovanile in Malesia dove è stata impedita la partecipazione agli atleti israeliani, esclusi dai mondiali RS:X in Oman ed alla World Cup di Abhu Dahbi. Non ci sono sanzioni per quanto accaduto solo pochi giorni fa.

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Di Edoardo Ullo

E’ una vergogna! Questo è quello che si continua a leggere sui siti in più lingue, ma anche dai commenti delle più autorevoli personalità del mondo dello sport e della stessa Isaf che preferiscono non esporsi. Non aver impedito la discriminazione contro gli atleti israeliani ai quali non è stato consentito di prendere parte alle competizioni di vela olimpica: Campionati Mondiali assoluti in Oman ad ottobre 2015, alla finale della World Cup delle Classi Olimpiche di Abhu Dahbi, e successivamente ai Mondiali giovanili in Malesia, evento dal quale è poi nata questa tardiva presa di posizione della Federazione Internazionale della Vela.

Nell’antica Grecia si usava, in segno di lutto o di dolore, mettere della cenere sulla propria testa. Oggi si usa l’espressione cospargersi il capo di cenere per sottolineare il rammarico per qualche evento accaduto e di cui ci si vergogna. Questo è quello che probabilmente si legge nel pensiero dei vari responsabili e presidente dell’Isaf, accusati di non aver fatto rispettare le semplici regole di regata e quelle imposte dai principi che regolano lo sport in generale ed olimpico in particolare.

La Isaf, ovvero la Federazione Internazionale della Vela presieduta dall’italiano Carlo Croce ha, partorito le nuove regole (ma queste regole non esistevano già da prima?) per evitare che si ripetano fatti incresciosi come quelli già citati.

Manifestazioni organizzate e controllate dall’Isaf attraverso il proprio staff tecnico organizzativo ed attraverso le organizzazioni delle Classi internazionali e delle stesse federazioni nazionali che operano sotto la giurisdizione della federazione internazionale della vela Isaf ribattezzato lo scorso anno in World Sailing devono sottoscrivere un documento che include una clausola dedicata di “antidiscriminazione” che dovrà essere firmata dalle organizzazioni di qualunque evento futuro. Se queste norme non venissero rispettate, le federazioni ree saranno colpite da sanzioni… ma a “discrezione” della World Sailing.
E questo punto potrebbe aprire le porte a scenari interpretativi grotteschi con regolamenti applicati a seconda i casi e non su una base univoca. Si potrebbe, infatti, trovare scampo alla libera interpretazione, strada che potrebbe nascondere tante piccoli escamotage. Per la serie: fatta la legge trovato l’inganno.

Dunque, non c’è autocritica né, tanto meno, ammissione di colpa; non ci sono sanzioni per chi ha offeso lo sport ed i suoi valori più basilari.

E per di più, non ci sono sanzioni per nessuno per questo odioso episodio, quasi come se nulla fosse accaduto in quel di Langkawi dove si ricorderanno certamente le assurde regole imposte dalle autorità malesiane (gareggiare senza bandiera ed in anonimato ed in caso di vittoria, non ci sarebbe stata l’esecuzione dell’inno nazionale).

Il comunicato ufficiale (link), non dice nulla sul dibattito del lontano 2011 (lo si accenna soltanto come data facente parte di una timeline) quando vennero assegnati i Mondiali giovanili in Malesia e venne sollevata la questione sulle possibili discriminazioni in quello Stato verso Israele.

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For immediate release: Wednesday 13 January 2016
Issued on behalf of World Sailing
World Sailing report into discrimination at the 2015 Youth World Sailing Championship in Langkawi, Malaysia
World Sailing deeply regret that 2 sailors from the Israel Yachting Association (IYA) were unable to compete at the 2015 Youth World Championships due to the conditions imposed by the Malaysian authorities, in order for them to be allowed permission to enter the country and compete at the regatta.

A thorough investigation of this matter has been undertaken on behalf of the Executive Committee of World Sailing with the full co-operation of the International Olympic Committee (IOC). The findings were reviewed by an extraordinary meeting of the Executive Committee in London on the 8 January 2016.

The World Sailing report into discrimination at the 2015 Youth World Sailing Championship in Langkawi, Malaysia is available to view here – http://www.sailing.org/news/39107.php


Inserito da Redazione 14 Gennaio 2016
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